Westminster dog show: vince un bichon frisè

flynn il cane più bello del mondo

È un bichon frisè il cane più bello del mondo

E terminata la 142 esima edizione del Westminster dog show, la fiera canina che premia il cane più bello del mondo. Si, avete capito bene, edizione numero 142, il concorso infatti ha preso il via a New York dal 1877. Senza timori e senza ipocrisia, il concorso non nasconde la superficialità con cui viene selezionato il vincitore: bellezza e espressione del volto. Nessuna maschera: non come al concorso di miss Italia, dove si vuol far credere che la vincitrice debba essere scelta anche per meriti di carattere culturale e non solo per l’aspetto fisico. E così si da il via ad un teatrino fatto di domande e risposte che, a volte, metterebbero in imbarazzo anche un ragazzino di 12 anni. Qui niente trucchi e niente inganni. Il vincitore è Flynn, un  cane di razza bichon frisè, con uno splendido color bianco candido.

Flynn: bello come un peluche

Viste le foto del cane (senz’altro un esemplare interessante), diamo il via alle critiche. Parto innanzitutto dalla mia: trovo che Flynn sia un bellissimo peluche, ma non un cane. Non so dirvi, troppo perfetto e troppo artificiale. A me il cane piace selvatico, robusto e un po’ rozzo. Un cane con il quale ti puoi rotolare nell’erba tanto per capirci, non un soprammobile che devi far camminare in un tappeto rosso perché altrimenti si sporca i piedi. Spero inoltre che non debba subire la tortura di lunghe ore sotto le mani dell’estetista. E spero anche che il padrone lo autorizzi a giocare con i bambini. Insomma, ci siamo capiti, a me piacciono i meticci, possibilmente di grossa taglia. Il cane è un cane, non è un soprammobile e nemmeno un peluche. Questo non significa naturalmente che io riserverei al mio cane lo stesso trattamento che gli riservavano i nostri nonni, i quali lo lasciavano fuori, sotto le intemperie, incatenato ad un palo. Grazie a Dio, in questo senso, abbiamo fatto notevoli passi in avanti. Anche troppi forse. Non vi dico il disgusto quando vedo qualche ragazzina figlia di papà che nelle interviste dichiara di aver preso per il proprio Fuffi un collarino tempestato di diamanti. Ma davvero credete che ai cani piacciono i diamanti? Da questo punto di vista sono senza dubbio migliori di noi, per i cani le cose che contano solo i bisogni primari (mangiare, bere, dormire) e poi l’affetto, tanto tanto affetto. Magari fossimo tutti come loro.

Il PETA contesta il concorso

Decisamente più drastica della mia, è la posizione del “PETA” ovver “People for the Ethical Treatment of Animals”. L’associazione ha avanzato una serie di critiche verso l’evento, che meritano tutte di essere prese in considerazione. Non devono essere necessariamente condivise, non tutte almeno, ma una riflessione di sicuro. Prima di andarle ad elencare, la PETA in questo articolo non parla di maltrattamenti verso gli animali che partecipano al concorso, e questo è rassicurante. Veniamo alle loro obiezioni:

  • ogni cane ha diritto di essere amato ed adottato. Quindi il PETA è contrario al mercato dei cani di razza
  • il voler creare cani di razza che soddisfino i nostri capricci porta ad incroci rischiosi (in questo articolo si parla anche i modifiche genetiche nei cani) che creano animali con gravi patologie croniche
  • il mercato impone di creare nuovi allevamenti, ma ci sono già un sacco di cani in cerca di casa
  • certi cani hanno un valore di diverse migliaia di euro, che potrebbero essere investiti per aiutare centinaia di altri animali, anche non di razza

In generale il PETA teme che, nel momento in cui si crea un grande business, spesso si scavalchino i valori, per scoprire dopo le brutte sofferenze a cui sono stati sottoposti alcuni di loro.

Forse il giusto sta sempre nel mezzo

Sono d’accordo su tutto e su niente: chi legge i miei post già lo sa. Ogni animale secondo me ha diritto ad essere adottato. Non ho nulla in contrario agli allevamenti, purché trattino come si deve i loro cani, capisco l’esigenza di cani di razza (anche per missioni di soccorso o come cani poliziotto), ma non la ricerca estrema della razza. È giusto spendere soldi per un cane, ma non milionate. Non ho niente in contrario se provate piacere a mostrare il vostro cane al pubblico, ma non trattatelo come un soprammobile da esposizione, cercate di capire se a lui piace o no.

Insomma, i cani sono animali che hanno un solo scopo nella vita: quello di ricoprirci d’affetto. L’affetto di un meticcio, magari preso in un canile, non è per nulla inferiore a quello del bellissimo Flynn. La quantità d’affetto che riceverete non dipende dalla bellezza del vostro cane, ma da quanto siete capaci di farvi amare e, vi assicuro, basta davvero poco per farsi amare da un cane.

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