Acquario marino pesci da non comprare

orca pesci marini

Acquari marini basta con queste inutili stragi

Pochi giorni fa ho letto che gli uffici cites hanno bloccato le importazioni di Zebrasoma Flavescens in quanto sembra che la bellissima specie di pesce tropicale marino sia diminuita di numero in maniera pericolosa, tutto a causa dell’eccessiva pesca destinata agli acquari delle nostre case. Pochi sanno che molte delle specie marine per diversi motivi sono inadatti ad essere ospitati in acquario, spesso per le particolari esigenze nell’alimentazione che non trova surrogati in acquario o per condizioni di qualità dell’acqua che raramente possono essere riprodotte in acquario.

Sono un appassionato da oltre 20 anni, e per oltre 15 anni ho gestito un petshop che vendeva anche pesci d’acqua salata e l’esperienza mi ha insegnato che solo poche specie possono vivere a lungo senza problemi in buona parte degli acquari, a meno che non abbiate vasche di oltre 1000 litri dove le condizioni tendono a essere più facilmente ottimali, buona parte dei pesci muore dopo poche settimane o mesi.

Pesci Pomacantidi, pesci balestra, scorpione, ecc sono specie troppo delicate per essere allevate in acquario, sarebbe bello che qualcuno un giorno si svegliasse e ne proibisse la vendita, gli acquariofili e prima di tutto i negozianti dovrebbero sconsigliarli e rifiutarsi di acquistarli e venderli. Ora mi direte ma che pesci metto nel mio acquario marino? Risposta facile le specie di allevamento come gli amphiprion (pesci pagliaccio) , le damigelle delle varie sottospecie e varietà.

Tenere i giusti pesci ha un doppio vantaggio, sia per l’appassionato che per il negoziante prima di tutto non perdiamo la nostra bellissima passione scoraggiate dalle spesso ingiustificate e asintomatiche morti dei pesci ed il negoziante non perde la sua fonte di guadagno, ma soprattutto preserviamo la natura e le specie in pericolo di estinzione.

Ma perchè i pesci muoiono?

Molto spesso dipende da come vengono pescati, pur essendo vietato molto spesso la pesca ancora oggi avviene con il cianuro, bastano poche gocce di questo veleno in acqua per addormentare i pesci che vengono a galla dalla barriera corallina e possono essere facilmente catturati dai pescatori, i pesci poche ore dopo si sveglieranno senza alcun apparente problema di salute, peccato però che il loro fegato abbia subito danni irreparabili, ora voi mi domanderete, ma come fanno ad arrivare vivi dal negoziante? Facile basta non dargli da mangiare, nelle serre di stabulazione vengono infatti tenuti alcuni giorni senza essere alimentati per poi essere spediti al negoziante, quest’ultimo se a conoscenza del problema continua con la “dieta” per poi scaricare il problema all’appassionato che felice del nuovo acquisto prova a nutrire i suoi nuovi ospiti, per i primi giorni nulla di particolare, poi una mattina di qualche giorno o settimana dopo il pesce è inspiegabilmente morto causa l’intossicazione del sangue dovuta al malfunzionamento del fegato che ormai compromesso porta alla morte del pesce.

Cosa posso fare per evitare queste inutili stragi?

Nulla per i pesci se non evitare di acquistarli, se andate in un negozio pretendete pesci di allevamento possibilmente richiedete una certificazione che i pesci non sono di cattura ma di allevamento, ricordatevi che il 90% delle specie in commercio sono di cattura

Ma non potrebbero catturarli diversamente?

No, ve lo dice un sub esperto che più volte si è recato in mar rosso e nei mari tropicali per immersioni amatoriali, i pesci di barriera si chiamano pesci di barriera perché sono in simbiosi con la barriera corallina, la usano sia come fonte di alimentazione che come riparo, appena vi avvicinate a qualsiasi pesce questo con un guizzo fulmineo si ripara dietro robusti, ramificati e urticanti coralli che lo proteggono dai predatori e ne impediscono la cattura con reti o metodi non invasivi.

Share

Recommended Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *